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03.04.2017

AACR 2017: nel cuore degli States si parla di ricerca oncologica “all'italiana"

In uno dei convegni di ricerca sul cancro più importanti a livello mondiale si presenta l'esperienza dello studio HERACLES. La sperimentazione, frutto della collaborazione Niguarda-Candiolo, ha aperto la via per nuove terapie per il tumore del colon retto.

È uno degli appuntamenti più importanti per fare il punto sullo stato di avanzamento della ricerca e delle nuove terapie in oncologia. La sede scelta per l'AACR- American Association for Cancer Research- meeting 2017 è Washington D.C. La capitale americana in questi giorni è diventata la meta di circa 19.000 tra medici e scienziati, che partecipano all’evento (dall’1 al 5 aprile) per discutere e aggiornarsi sulle nuove possibilità terapeutiche. Nell'appuntamento a stelle strisce, con partecipanti provenienti da oltre 70 paesi, c'è anche un tocco tricolore, con la ricerca italiana protagonista. 

Nella giornata di domenica 2 aprile c'è stato spazio per una sessione plenaria sulla medicina di precisione con la presentazione dello studio clinico HERACLES. Una sperimentazione clinica concepita in Italia che ha portato alla luce nuovi trattamenti per pazienti con tumore al colon retto in fase metastatica, purtroppo ancora oggi uno dei “big killer”, nonché la seconda neoplasia per frequenza nel nostro Paese con 40-50 casi all’anno ogni 100 mila abitanti. 

Lo studio è scaturito dalla sperimentazione preclinica condotta all’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo grazie al lavoro di Livio Trusolino, Andrea Bertotti, Alberto Bardelli e Silvia Marsoni, insieme all’Ospedale Niguarda di Milano, grazie all'attività condotta dall’equipe guidata da Salvatore Siena, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia e Professore di Oncologia Medica dell’Università Statale di Milano, coadiuvato da clinici ricercatori come Andrea Sartore-Bianchi, responsabile della Oncologia Clinica Molecolare a Niguarda. La ricerca è stata finanziata dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nell’ambito del Programma Speciale 5 per 1000 di Oncologia Clinica Molecolare.

Lo studio HERACLES, portato avanti da 5 anni tra laboratorio e versante clinico, è un chiaro esempio di medicina di precisione. Con questa terapia, infatti, si offrono nuove opzioni di cura ai pazienti con tumore metastatico del colon-retto caratterizzato dalla amplificazione del gene HER2, refrattari al trattamento standard con i farmaci oggi in uso. Nella prima sperimentazione di HERACLES sono stati trattati 33 ammalati con una combinazione di due farmaci diretti specificamente contro il bersaglio HER2 nel tumore. In un terzo dei casi il tumore è regredito e complessivamente nel 70% dei casi ha smesso di crescere. In un paziente la massa tumorale è completamente scomparsa ormai da più di 3 anni. 

Sono risultati molto rilevanti, perché i pazienti di HERACLES erano tutti diventati resistenti a molte terapie tentate in precedenza. La sopravvivenza di questi ammalati già trattati più volte, con malattia avanzata, è di solito inferiore a tre mesi, mentre oltre la metà dei pazienti che sono stati coinvolti nella sperimentazione HERACLES sta ancora bene dopo nove mesi.

La platea internazionale è stata l'occasione per rivedere i dati già pubblicati su Lancet Oncology da un anno e aggiornarli. Contestualmente c'è stato spazio per soffermarsi sugli ultimi trial intrapresi come HERACLES B, con cui si stanno valutando nuove combinazioni terapeutiche.

“È la seconda fase dello studio- chiarisce Salvatore Siena, relatore nella sessione dell'AACR-. Con la prima sperimentazione HERACLES A abbiamo valutato la terapia a base di lapatinib e transtuzumab. Con HERACLES B, che è ora aperta al reclutamento, ci proponiamo di valutare i risultati della combinazione di pertuzumab e TDM1 (trastuzumab-emtansina), un trattamento che reputiamo ancora più efficace. Anche in questo caso, la proposta terapeutica deriva dagli studi preclinici effettuati a Candiolo. Al momento abbiamo reclutato 11 pazienti, siamo a metà del guado. Lo studio HERACLES si chiuderà nel 2018 e l'analisi dei dati ci dirà se la prima evidenza generata da HERACLES A è corretta”.

HERACLES è il frutto delle nuove concezioni scientifiche con cui si affronta la lotta al cancro negli ospedali più avanzati che dispongono di un centro di ricerca. “Il tumore” – spiega Livio Trusolino –- “viene analizzato non più in base all’organo colpito, ma alle mutazioni genetiche che lo hanno originato. HERACLES è un altro passo avanti nell’oncologia di precisione e personalizzata, che inaugura una nuova serie di sperimentazioni cliniche sfruttando le proprietà dei farmaci cosiddetti intelligenti”.

Che anche in Italia si faccia ricerca di qualità è ormai un dato di fatto. A confermarlo ci sono i dati appena pubblicati da ANVUR-Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. Secondo l'ultimo rapporto i ricercatori italiani nel biennio 2015-2016 hanno prodotto pubblicazioni per il 3,9% della produzione scientifica nel mondo (+0,4% rispetto al periodo precedente). L'Italia si mette così alle spalle paesi come Spagna, Paesi Bassi e Svizzera e si avvicina alle performance della Francia. Un balzo in avanti sia sotto il profilo della quantità sia sotto quello della qualità. Le ricerche italiane sono infatti sempre più riprese (citate) dalla comunità scientifica. Secondo il report stilato da Thomson Reuters, World's most influential scientific minds 2016, tra i 3.100 scienziati considerati i migliori ricercatori al mondo, i più produttivi, ben 44 sono italiani. Le discipline mediche trainano l'attività e l'oncologo italiano più citato è Salvatore Siena con più di 35 mila citazioni.