Notizia

05.12.2016

Inaugurato un nuovo laboratorio intitolato a Michele Spina

Un laboratorio modernissimo, dotato di apparecchiature che sequenziano il Dna e analizzano il genoma per fornire ai malati di cancro la possibilità di usufruire di cure sempre più efficaci. Sono queste le caratteristiche del nuovo “Laboratorio di biologia molecolare diagnostica per l’anatomia patologica” dell’Istituto di Candiolo, intitolato a un giovane benefattore cuneese, Michele Spina, scomparso a causa del cancro e promotore per alcuni anni della “Notte della solidarietà” alla discoteca Evita di Cavallermaggiore, evento di successo il cui ricavato è stato sempre devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

È stato inaugurato, con una cerimonia toccante, alla presenza dei famigliari di Michele - il padre Giovanni, medico a Cavallermaggiore, la madre Giovanna, il fratello Antonio e la sorella Anna -  e di tante persone che conoscevano il giovane, che a Candiolo era stato in cura.

“Un amico, cui mi legava un rapporto di stima e di riconoscenza”, ha affermato il Consigliere Delegato della Fondazione, Giampiero Gabotto, presente alla cerimonia insieme con il Direttore della Ricerca Fondamentale di Candiolo, Alberto Bardelli, e la professoressa Anna Sapino, che è il Direttore del nuovo laboratorio.

“In questa struttura – ha spiegato Anna Sapino - si cercano le mutazioni del Dna che sono all’origine dei tumori. Le attrezzature all’avanguardia di cui è dotato permettono di individuare le alterazioni di più geni e, quindi, di indirizzare meglio la scelta dei farmaci da utilizzare per le terapie personalizzate”.

 

Il professor Bardelli ha ricordato il ruolo della ricerca per sconfiggere il cancro: “Le armi in più che avrà domani la medicina sono il frutto delle ricerche di oggi”. E ha sottolineato il valore fondamentale delle donazioni per sostenere il continuo e indispensabile progresso tecnologico dell’Istituto: “Candiolo siete voi – ha detto rivolto ai famigliari di Michele Spina – tutto ciò che c’ è in questo Istituto è frutto della generosità dei piemontesi”.